<<Io la presi in mano, mi rovesciai in bocca il contenuto della conchiglia seguendo le istruzioni del raggiante monsieur Saint-Jour e ingollai rumorosamente. Sapeva di acqua salata...di brina e di carne...e in qualche modo...del futuro.>
Ci sono poche cose che so fare. Sono un'insicura e se posso demolirmi moralmente lo faccio.Non so disegnare, anche se mi sarebbe piaciuto un sacco essere portata, non so ballare, non ho senso del ritmo, durante la recita di Natale alle elementari mi hanno fatto suonare il triangolo e non c'è il triangolo in tu scendi dalle stelle. Non sono sportiva, nuoto solo a rana e cagnolino, non faccio bene i conti e non so scriveremeglio di altri. Ma ci sono tre cose che so fare, tre cose che mi rendono non speciale a livello universale ma almeno un po' speciale per me stessa. So vendere, so convincere qualcuno che quel cappottino è proprio perfettissimo per il suo cane, so fare le sorprese e so cucinare. So cucinare. Non benissimo, non alla perfezione, non come un cuoco di linea ma so cucinare.


So che il rumore di una baguette spezzata può essere più bello di una canzone d'amore e so che il cibo non deve per forza essere mangiato per essere amat, ma che si può anche provare un'emozione forte nel toccarlo o nell'ascoltarlo. So che un piatto non deve essere per forza bello, stupendo e fantastico se ti ricorda qualcosa. So che ogni volta che mangio i piselli con il sugo di pomodoro ricordo champoluc e ogni volta che condisco l'insalata con troppo olio e poco aceto mi viene in mente la mia scuola elementare e la maestra Letizia che mi serviva sempre una porzione un po' più abbondante perchè parlavo bene di lei nei temi.

So commuovermi parlando di un fondino di un prosciutto, di una pescatrice particolarmente buona o leggendo in un libro la descrizione della prima ostrica della vita [la mia tra l'altro la ricordo benissimo, al matrimonio di mia madre. Era fredda, bagnata,salata e perfetta. Sapeva di segreti e mi riconciliava con il caldo, con l'atmosfera troppo forte del matrimonio e con quei colori troppo accesi. Era lieve come la neve o il primo bagno in mare da tutta la vita].


So commuovermi parlando di un fondino di un prosciutto, di una pescatrice particolarmente buona o leggendo in un libro la descrizione della prima ostrica della vita [la mia tra l'altro la ricordo benissimo, al matrimonio di mia madre. Era fredda, bagnata,salata e perfetta. Sapeva di segreti e mi riconciliava con il caldo, con l'atmosfera troppo forte del matrimonio e con quei colori troppo accesi. Era lieve come la neve o il primo bagno in mare da tutta la vita].

So mangiare, so imparare a scoprire e ad apprezzare il cibo. So che le ore passate dietro a un ragù o una peperonata possono essere bellissime come quelle passata con il tuo grande amore e che un'impastatrice non ha nulla di meno rispetto a un buon libro o un bel vestito. So che sono nata per stare dietro a dei fornelli, per sentire addosso quel calore che ti fa quasi sbattere gli occhi.

So che cucinare è il modo che ho per dare amore, che forse è un po' meno immediato di un abbraccio o di una carezza ma è ilmio modo. E so che le poche persone che l'hanno capito, quelle che non mi abbracciano mentre sto girando i fusi di pollo in padella perchè sanno che per me in quel momento è tutto teso alla perfezione, sono quelle che si merita tutte le tartellette con pancetta e brie e le torte con lardo e spinaci del mondo perchè sono le poche che mi sentono davvero.

Dicono che cucinare rilassa, lo dicono generalmente tutti quelli a cui piace cucinare. Per me non è propriamente vero, cucinare mi tende, mi stimola,mi lancia addosso una valanga di emozioni, mi fa sentire come se fossi al centro di un tornado.Mi da la carica. E dopo, quando tutto è finito mi rilassa perchè mi sento come se avessi dato tutto,come se avessi buttato fuori tutto quello che ho dentro, mi sento pulita.
Nella vita, ovvietà, non per forza a delle azioni buone e fatte nel modo giusto corrisponde un risultato positivo,un premio, una conquista e a volte è frustrante, a volte ti fa star male il pensare di aver fatto tutto il possibile e non aver realizzato nulla. In cucina invece è diverso ed è per questo che amo cucinare. In cucina quando metti gli ingredienti giusti, quando dai il massimo, quando impasti a lungo le cose vanno come dovrebbero. Quando togli il telo inumidito e vedi che un impasto si è gonfiato come doveva ti senti bene. Ti senti come se le cose fossero andate a posto.



Dicono che cucinare rilassa, lo dicono generalmente tutti quelli a cui piace cucinare. Per me non è propriamente vero, cucinare mi tende, mi stimola,mi lancia addosso una valanga di emozioni, mi fa sentire come se fossi al centro di un tornado.Mi da la carica. E dopo, quando tutto è finito mi rilassa perchè mi sento come se avessi dato tutto,come se avessi buttato fuori tutto quello che ho dentro, mi sento pulita.
Nella vita, ovvietà, non per forza a delle azioni buone e fatte nel modo giusto corrisponde un risultato positivo,un premio, una conquista e a volte è frustrante, a volte ti fa star male il pensare di aver fatto tutto il possibile e non aver realizzato nulla. In cucina invece è diverso ed è per questo che amo cucinare. In cucina quando metti gli ingredienti giusti, quando dai il massimo, quando impasti a lungo le cose vanno come dovrebbero. Quando togli il telo inumidito e vedi che un impasto si è gonfiato come doveva ti senti bene. Ti senti come se le cose fossero andate a posto.

Come se tutto stesse andando nel modo giusto.





























































