Chi Sono
La Piccola Cey. PiCCey. Bistecchina. Buffa, Abbraccidipendente, Insicura, Fragile e Forte insieme, Libromane, Radiohediana, Permalosa, Discontinua, Luminosa, Sarcastica, Lunatica, Dolce, Sensibile, Saltellante, Ottimista e sognatrice fino al midollo, Paranoinca e Ansiosa, Tenera, Un po' "zabetta", Puntuale, Ordinata, Telefonofobica, Fedele, Metodica in tutto anche nella pigrizia. Cey.

Credo a
Gli abbracciottoli, I libri, La musica, Lo Scrivere , Correre sotto la pioggia, Lo svegliarsi presto la mattina e rimanere ore sotto il piumone, Noi due, Il sushi, I miei amici, I concerti, I radiohead, Le lettere scritte a mano, I treni, I messaggini inaspettati, La quotidianità, Le sorprese, Il cinema, Fare l'amore, I Serial Killer e i racconti che ti fanno rimanere alzata fino a tardi, I Brividini lungo la schiena, Gli occhi a cuore, Le persone, Quelli che rimangono nonostante tutto, I Peanuts, Le foglie a Stella, La valle incantata, Londra, Milano e i suoi Navigli, Red e Toby, L'Ohana, I nuovi inizi, Il procione spione, I limoni, I rapporti umani, I telefilm, Nana, Tokyo Blues, La Juventus, Gli errori, I ricordi anche quelli che fanno un po' male, I tappeti elastici, Me stessa, E credo che respirare sia dannatamente difficile ma anche bellissimo.

Non credo a
Il senso di colpa che fa così male da impedirti anche di respirare, Le delusioni, L'incapacità di confrontarsi con gli altri, Lo scomparire per sempre, Il fallimento, La perdita di persone importanti, La paura.

Ascolto
Radiohead, Marlene Kuntz, Zucche, Muse, Subsonica, Carmen Consoli, Bersani, Tricarico, Dresden dolls, Placebo, Battiato, Iggy pop, Franz Ferdinand, Verdena, Dire Straits, Elio e Le storie tese, Blind Melon, Ani di Franco, Tori Amos, Beatles, Coldplay, Blur, Verve, Oasis, Afterhours, Clinic, Sounds, Air, Pixies, Guccini, De Gregori, Stereophonics, Smiths, Baustelle, Rem, Violent Femmes, Bjork, Donatella Rettore, George Michael, Gaber, Kooks, Perturbazione, Rush, Low, Strokers, Sigur Ros...

Vedo
American Beauty, Il Laureato, red e Toby, Qualcuno volò sul nido del cuculo, Codice d'onore, Monster Inc, Se mi lasci ti cancello, La sposa Turca, A beautiful mind, Il grande dittatore, The prestinge, Il giardino delle vergini suicidide, Il favoloso mondo di amelie, Harry ti presento Sally, Volevo solo dormirle addosso, Jules et Jim, Dopo mezzanotte, Via col vento, Almost famous, Io ed Annie, Provaci ancora Sam, Memento, Seven, Non ti muovere, Pulp Fiction, Kill Bill, Million dollar Baby, Alla ricerca della valle incantata, Lilo e Stitch, Kopps...

Leggo
Ammaniti, Montale, Delerm, Fermine, Tolstoj, Dostoevskij, Coe, Wilde, Mazzuccato, Mazzantini, Welsh, Murakami, Gamberale, Lucarelli, Pennac, Benni, Grossman, Mc Grath, Pitzorno, Mc Ewan, Severgnini, Harris, Sartre, De Beuvoire, Sutcliffe...

Linko

mercoledì, gennaio 28, 2009

Sono contenta che oggi un rappresentante in negozio mi abbia detto che sembro proprio una commerciale e che dovrei farlo nella vita perchè sono portata. E che poi mi abbia stretto la mano dicendo "Grazie per la bellissima chiaccherata".

Sono contenta di aver visto finalmente stand by me, anche se nel film non c'era la mia frase preferita, perchè Chris era esattamente come lo immaginavo e il film era dolce,lieve e anche doloroso come doveva essere.

Sono contenta che Estate sia nella mia vita, anche quando piange in continuazione senza motivo,anche quando abbaia, anche quando mi rompe le calze e mi morde sui taglia. E' un tornado,è bellissima.

Sono contenta che Cla abbia una persona speciale e che sia felice. E sono contenta di non aver provato gelosia nel momento in cui me l'ha detto, al massimo invidia perchè lui è riuscito a ritrovare qualcuno che lo volesse intensamente, che lo trovasse speciale e meraviglioso, ma è stata un'invidia umana e piano piano mi è scivolata via.

Sono contenta che siano arrivati i giornali e le salsicce in negozio.Sono colorati e belli ed è divertente venderli. e sono contenta quando Ivana mi dice che di me ci si può fidare perchè è vero, perchè quel posto è l'unico dove non mando tutto a puttane.

Sono contenta di aver di nuovo voglia di leggere, vedere film, cucinare. E' vero mi sento sola e me stessa non mi piace ma sto scoprendo un modo per arricchirmi, per non stare a crogiolarmi nelle paranoie,per uscire da me stessa almeno con la fantasia.

Sono contenta di aver comprato il mio primo libro di Martin, dopo averli letti tutti, e sono contenta che sia stato quello in cui Oberyn raggiunge l'apoteosi. Sono contenta perchè quella frase è così bella da far male e non so mi lascia un pochino di positività sempre.
"E, per un momento, il principe Oberyn Martell ebbe le ali."

Sono contenta di Amsterdam,se sarà Amsterdam o di dove andremo perchè non vedo l'ora di passare qualche giorno con te.

[questo post è in continuazione perchè ieri mentre lo scrivevo è accaduta una cosa agradevole di salute,niente di grave,che mi ha intristito e non me la sono sentita di lasciare questo post così alla bell'è meglio. ho ancora  tante cose per cui sono contenta].

Sono contenta perchè ieri abbiamo prenotato Amsterdam e poi ci siamo addormentati abbracciati e mi stavi tutto attaccato nel sonno e al risveglio eravamo ancora vicini.

Sono contenta di aver letto i Newyorkesi, di aver visto le ali della libertà e di aver iniziato David Copperfield.

Sono contenta di aver visto per caso quell'intervista a Gipi alle Invasioni Barbariche, di essermi commossa davanti alla storia di quel ragazzino con le orecchie a sventola che parlava di quando gli avevano scoperto una malattia sul pene e non capivano cosa fosse e non riuscisse a fare l'amore.Sono contenta perchè ascoltare e poi leggere di lui è stato catartico, dolce  e doloroso. Sono contenta perchè una persona che non avevo mai visto mi ha fatto sentire capita.

Sono contenta delle pizzette della panetteria,della bresaola dell'altro giorno e di aver finalmente imparato a fare la caponata.

Sono contenta della mia casa che non gocciola più e che per colpa di quella teppistella è sempre in disordine ma è mia e mi fa sentire proprio bene. E sono contenta anche della mia zona, anche quando non passano i mezzi, anche quando nevica e si blocca tutto.

Sono contenta che ieri sera sia stata una bella serata, che ci siano momenti in cui le cose scivolano delicatamente via, momenti in cui le ore passano ridendo,organizzando serate cinema, servendo le trofie al pesto e quelle al sugo di noci.

Sono contenta di star tenendo duro nei brutti momenti,sono contenta di essere capace di farmi i miei piantoni e poi allo stesso tempo di riuscire a trovare i motivi per essere contenta.

Sono contenta di te, tanto. Sono contenta di noi.

Cecia ha scorrazzato qua e là
in piena libertà alle 17:18
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mercoledì, gennaio 28, 2009

"Se non è vero che hai paura
non è vero che ti senti solo
non è vero che fa freddo
allora perché tremi in questo agosto? "


Non volevo fare due post tristi di fila, però mi sento triste. Mi sento triste,piccola,sola e non amata.
E lo so che spesso nasce tutto da me stessa, che i comportamenti degli altri influiscono solo relativamente su come sto, che non sempre sono gli altri a non amarmi ma sono io che mi detesto così tanto da annullare il tutto.
E adesso farò un post su tutte le cose che mi rendono contenta,perchè ci sono, ma ecco  tutte quelle cose non tolgono,non cancellano il fatto che io mi senta così male.

Cecia ha scorrazzato qua e là
in piena libertà alle 16:29
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lunedì, gennaio 19, 2009

“ Favola semplice di una stella che non si vuole accettare

Favola strana di una stella incazzata solo perché normale. “

 

Ogni tanto ho bisogno anche di scrivere post del genere, anche se poi me ne vergogno, anche se odio fare la piagnina, anche se dopo averlo pubblicato bloccherò sicuramente i commenti. Ogni tanto sento il bisogno di buttar fuori tutto perché questo dolore, quest’insicurezza non mi si incancreniscano dentro, non mi mangino viva.


Alla fine i problemi sono sempre gli stessi, alla fine il problema è che non riesco ad imparare ad accettarmi. Non dico a volermi bene ma solo a convivere con me, ad alzarmi la mattina senza sentire un vuoto dentro, sentire un groppo in gola e guardarmi allo specchio [che poi allo specchio mi guardo pochissimo ma si dice così] e pensare che sono sbagliata, che sono orribile, che mi detesto.

Mi vergogno da far schifo a scrivere queste cose, ma c’è una parte di me che si illude che se le farà uscire non dico che se ne andranno ma magari torneranno un po’ meno forti, magari faranno un po’ meno male. Odio le persone che si lamentano sempre, che non sanno vedere le cose belle della vita eccetera eccetera e mi sforzo davvero tanto per farlo e penso di essere fortunata, cerco di non fare mai la vittima, quando succede qualcosa di sgradevole non penso che non è giusto, non sfuggo a me stessa, alle mie responsabilità e me ne aggiungo anche altre se riesco, però poi sto male lo stesso.

Però poi con me stessa non riesco davvero a convivere. Però poi ci sono dei momenti come non mi ricordo quand’era, mi pare il due gennaio in cui mi sembra che tutta questa infelicità mi travolga e mi lasci spossata.


Non mi piaccio. Non riesco nemmeno più a capire perché, ormai la non accettazione di me stessa mi sembra che mi si sia così radicata addosso da non riuscire più a definirla. Non mi piaccio quando Fabri mi dice “sei carina” e io riesco solo a pensare che la sua sia pietà, sia educazione, sia qualcosa che non ha senso. Non mi piaccio quando Fabri mi dice “sei carina” perché la sua voce non riesco nemmeno a sentirla, sento solo i commenti dei miei compagni di classe alle medie, al liceo quando dicevano che ero brutta, che ero la più brutta della classe e poverina gli spiaceva pure per me.

Non mi piaccio e non sono nemmeno i chiletti di troppo, è tutto. E’ che io quando mi guardo riesco solo a vedermi come qualcosa di goffo, brutto e indefinito. Riesco ancora a vedere il mio patrigno, ex patrigno, che la prima volta che mi rivede dopo un anno mi dice solo “Cavolo quanto sei ingrassata” e grassa non mi ci sono mai davvero sentita ma quelle parole scavano lo stesso dentro e quello che lasciano dopo è una sensazione di ingranaggio fallato, di schifo per me stessa. Riesco solo a vedere tutto quello che c’è stato e che ancora mi sento. Ogni volta che mi guardo allo specchio sono ancora la ragazzina con la magliettona larga dei Simpson per nascondere quelle due cose ballonzolanti, che odiavo, che ho odiato quando tutte le mie amichette dicevano che erano strane e fatte male, i capelli arruffatti e la faccia che mi fa sembrare un maschio. Non mi piaccio e quando Fabri mi dice “sei carina” alzo gli occhi al cielo perché mi sembra l’unica reazione sensata, perché come può essere carina quella ragazzina con la maglietta larga?

Non mi piaccio come persona. Se fisicamente mi vengono in mente mille motivi per cui non vado d’accordo con la mia immagine, caratterialmente provo solo una sensazione sgradevole di me stessa. Quella sensazione di non essere speciale. Quella sensazione che fa sì che ogni volta che incontro qualcuno mi fa pensare che quella persona sia gentile con me per arrivare a conoscere le mie amiche o i miei amici. E non è mancanza di fiducia nel genere umano, a me le persone piacciono e piacciono tanto, è che nessuno avrebbe motivo di volermi parlare solo per me stessa.

Mi sento Benjamin Trotter, mi sento la Donna Martin della situazione, l’amica della protagonista [che ormai non è nemmeno sempre la stessa, è semplicemente una persona che non sono io], quella a cui puoi rivolgere due parole così ma che non ti rimarrà mai impressa. Mi sento sbagliata, fallata.

Quando è finita con Cla non mi sono arrabbiata perché non mi amava più, quello era normale, quello poteva succedere a tutti, quello era un suo diritto [cercare qualcuno da amare sul serio e che spero sinceramente abbia trovato], mi sono arrabbiata perché sapevo che non sarei stata capace di ricostruire un’immagine accettabile di me stessa. Mi sono arrabbiata con me stessa perché per l’ennesima volta mi ero confermata poco speciale, incapace di farmi amare e di far rimanere qualcuno. Mi sono arrabbiata con me stessa perché per un attimo ci avevo creduto e invece avrei dovuto volare più basso, avrei dovuto capirlo che ero sempre la stessa e che non ero mica diventata da un momento all’altro capace di essere speciale.

Mi sento sola, sbagliata e non amata. E non intendo dal fidanzato di turno, non intendo che mi mancano rose e cene fuori, intendo in generale. Mi manca sentirmi amata da chiunque. Mi mancano le attenzioni,  mi mancano le tenerezze, mi manca sentirmi importante, sentire che sono più di un impegno gravoso sull’agenda di chi amo. Silvia, che è molto più arguta di me, direbbe che noi insicure non siamo “non amate”, è solo che l’amore degli altri non ci basta a colmare il nostro non amore per noi stesse e forse è anche vero ma continua a farmi male lo stesso.

E in tutto ciò non penso che sia colpa degli altri, delle mie amicizie, delle persone che frequento, non penso che siano loro a farmi una mancanza ma che questo sia il massimo a cui posso aspirare, e molto di più. Se mi manca amore, se mi mancano attenzioni è perché non le merito. Perché io a una come me non vorrei dare proprio niente e quello che ho è fin troppo.

Mi sento sola, sola con me stessa e me stessa non mi piace quindi non è uno star sola troppo divertente. E’ un gatto che si mangia la coda, e fa male.

Mi manca sentire qualcuno che è davvero felice di vedermi, di avermi nella sua vita. Mi manca sentirmi speciale. Mi manca pensare che alle persone che amo la mia presenza nella loro vita sia fondamentale. Mi manca quello che provo quando torno a casa e trovo Estate che mi aspetta scodinzolando e facendosi la pipì addosso. [e questo è amore, amore sul serio. Un amore che forse non merito ma che mi scalda il cuore.]. Mi manca riuscire a migliorare, perché in tutto questo mi sto sforzando di migliorare, di meritarmi l’amore altrui e di me stessa ma non sempre i risultati si vedono e continuare a sforzarsi viene più difficile. E’ che io ci metto un po’ più tempo degli altri a fare le cose. Mi manca volermi bene.

 

[E sì questo post sembra scritto da una dodicenne. Mi fa sentire stupida, ingrata e immatura ma sono anche questo. Se non lo fossi non sarei così insicura, non mi odierei così tanto. E le cose belle continuo a vederle lo preciso, continuo a sentirmi felice da morire in serate come ieri sdraiati sul lettone a guardare big bang theory e parlare di tutto, solo che ogni tanto non basta, il resto,me stessa fa più male. E dovevo farlo uscire quel resto per poter essere un pochino migliore.]

 


Cecia ha scorrazzato qua e là
in piena libertà alle 11:52
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lunedì, gennaio 05, 2009

“Sta tranquillo” disse Rachel “Ti faccio il bagno”

Jacob obbedì a sua moglie. Rimase tranquillo e lei fece ciò che aveva detto avrebbe fatto. Fece il bagno al suo uomo.

[…]

Nel giro di tre giorni marito e moglie si erano già assuefatti a quel rituale. Non ne godevano come di un lusso, come del segno di una nuova vita tutta rose e fiori, bensì come di una necessità. Era come se Jacob avesse impiegato tutti i suoi anni a scalare una montagna e ora avesse raggiunto una cima plausibile, sulla quale aveva trovato una donna e una sorgente  d’acqua. La donna era lì per ridare la forza all’uomo, per calmarne la sete, e l’uomo l’amava e le era grato.

 Baciarsi a Manhattan.

 

E so che non li vuoi i post, che hai un senso della privacy nettamente maggiore del mio, so tutto e so molto altro ma oggi avevo davvero bisogno di scrivere di te. Di quanto sei meraviglioso. Dell’altra sera quando ti ho aperto con gli occhi pieni di lacrime in preda a un attacco di cistite e ti ho detto che mi dispiaceva ma non riuscivo ad uscire e volevo solo farmi un bagno. E tu mi hai accompagnata e quando sono entrata nella vasca hai iniziato a frizionarmi piano piano e lavarmi, e tu so che non hai letto questo brano ma sapevi che l’avevo letto io e quanto l’avevo trovato adorabile. Mi hai lavata parlandomi dolcemente, mi hai strofinato un po’ i capelli e quando sono uscita dalla doccia mi hai fatto sedere e me li hai asciugati. E so che è difficile esprimere a parole quanto tutto questo sia stato bello e importante per me, ma lo è stato. E’ stato qualcosa che non c’entrava nulla con il sesso, ma con l’amore inteso nel modo più semplice, meno romantico e sentimentale, con la dedizione e con la purezza. Ed è stato uno di quei momenti in cui ti ho guardato e non sono riuscita a sentirmi altro che fortunata e a pensare quanto tu fossi meraviglioso. Perché mi curi, perché mi proteggi, perché mi fai ridere. Perché pensavi che i labrador rimanessero sempre cuccioli, perché mi monti le mensole dritte e metti le locandine nelle cornici, perché abbiamo ascoltato la Cura insieme ballando e me l’hai sussurrata all’orecchio.

Sei una meraviglia. Grazie. Sei il mio posto nel mondo.

 


 


Cecia ha scorrazzato qua e là
in piena libertà alle 21:45
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sabato, gennaio 03, 2009


Quest’anno non ho voglia di fare una sorta di bilancio dell’anno passato, non so mi fa tristezza, mi sa tanto di ragazzina che si auto commisera per le brutture della sua piccola vita. Oggi ho voglia di parlare dei momenti, di quei momenti così significativi che avrei voluto durassero per sempre, di quei momenti che Ben saprebbe descrivere molto meglio di me.


"Eppure ci sono momenti nella vita che varrebbe la pena spendere mondi interi per acquistarli, momenti così carichi, così densi di emozioni che in qualche modo diventano senza tempo"


Perché quest’anno è stato pieno di quei momenti e forse parlare di loro vale molto di più di fare un resoconto, un bilancio.

 

E’ stata la prima sera che Cla è tornato da Monaco e non m’importa se adesso è finita eccetera eccetera io quel giorno, quella sera quando ho aperto la porta e l’ho visto con la sua nuova valigia, la giacca e la cravatta un po’ allentata mi sono sentita schifosamente felice. Mi sono sentita come se tutto fosse più facile, come se le persone potessero andarsene e potessero anche ritornare, come se una porta chiusa non volesse dire per forza che non eri speciale, non fosse un abbandono.

 

E’ stato il concerto delle zucche e il momento in cui Billy ha cantato “Perfect” e ho pensato a lei, come sempre ogni volta che ascolto quella canzone, e ho chiuso gli occhi e ho lasciato che mi entrasse dentro, ho lasciato che mi facesse male e bene insieme, ho lasciato che mi facesse sentire tutta la mancanza che provo a distanza di anni per una persona che ho lasciato scappar via e mi sono sentita libera.

 

E’ stato la mattina che sono andata a scuola dopo una settimana in cui ero stata chiusa in casa ed ho affrontato me stessa. E’ stato quel momento in cui ero terrorizzata all’idea di affrontare tutti i miei problemi, di affrontare quelle ragazzine odiose che mi dicevano cattiverie alle spalle, quella ragazza a cui non riuscivo a insegnare nulla e soprattutto me stessa, la me stessa incostante e che scappa sempre. Ed è stato quel momento in cui la paura di è diradata e ho pensato che forse era davvero la prima volta che mi affrontavo, che forse non avevo ancora imparato a non scappare dagli impegni e dai problemi ma avevo almeno imparato a riprendermi.

 

E’ stato quel pomeriggio davanti al planetario, dopo che avevamo provato a fare pace, quando Lunny mi ha detto “Danny mi piace tantissimo” e le tremava la voce e le brillavano gli occhi ed era bellissima, come sempre, e intensa e luminosa ed era stupendo vederla così. Così felice, così emozionata come non succedeva da anni, come forse non l’avevo nemmeno mai vista.

 

E’ stato il giorno della festa a sorpresa per Claudio, non tanto per lui ma per me stessa. Perché ero vergognosamente felice all’idea di esserci riuscita, di avergli regalato qualcosa che nessuno aveva mai fatto prima, Perché in quel momento mentre lui entrava e sgranava gli occhi davanti al cibo, alle persone, al regalo e alle bomboniere non mi ero sentita un ripiego, non mi ero sentita quella che era arrivata dopo il suo grande amore, mi ero sentita speciale, mi ero sentita che riuscivo a dargli qualcosa anche io, che potevo rendere la sua vita bella, che potevo essere un pochino speciale.

 

E’ stato quando ho fatto la foto con Satomi dei Bee hive e ho riso e mi sono sentita piccola, stupida e frivola ma nella maniera più bella del termine. Perché i momenti speciali non devono essere per forza momenti importanti e altisonanti, possono essere momenti frivoli e sciocchi se sono quello di cui hai bisogno. E quella foto, quelle risate erano tutto quello di cui avevo bisogno.

 

E’ stato quando ho visto Siena con la mia migliore amica, con mia sorella. Quando sono entrata in quella piazza che è tutta stondata e sembra un po’ una ciotolina per il pinzimonio e mi sono sdraiata a mangiare i panini con la mortadella tenendole la mano. Quando ho sgranato gli occhi e ho visto tutta quella bellezza con la persona migliore del mondo al mio fianco, con quella che è rimasta sempre anche quando l’ho delusa, ferita, anche quando bofonchiavo per la musica che ascoltava e anche quando non riuscivamo a vederci per sei mesi per colpa dei problemi familiari. E’ stato quel week end che siamo riuscite a rubarci solo per noi, in cui non ci sono stati nonni malati, madri incazzose, padri severi o chissà che altro ma ci siamo state solo noi, un lettone enorme, fast and furios da rivedere per la millesima volta e un orso gigante di peluche da accarezzare.

 

E’ stato quando sono andata a Gardaland con lui. C’è un prima e un dopo, il mio, il nostro è prima e dopo Gardaland.

 

E’ stato quando ho scritto la relazione finale per la scuola in tre ore e tutti hanno detto che ero stata proprio brava, ero stata professionale e per un attimo mi sono ricordata che c’è ancora qualcosa che so fare, non come avrei voluto, non in maniera così grandiosa come speravo forse ma che so fare.

 

E’ stato quando ho visto Lisbona. Quando sono salita su quel tram che sembrava cadere in pezzi ma affrontava ogni salita, ed è rassicurante vero? Pensare che anche quando sembri cadere in mille pezzi puoi lo stesso affrontare le salite peggiori, quando ho mangiato i pasticcini di Belem ancora caldi e la cannella mi ha sporcato tutto il naso. E quando ho visto per la prima volta la luce di Lisbona, perché non ne ho mai parlato forse ma la cosa più bella di Lisbona, anche più dei pasticcini e della carne con l’aglio, è la luce. Di quest’anno ricorderò quella luce.

 

E’ stato quando Claudio la mattina dell’undici agosto mi ha detto che era finita. E so che suona assurdo metterlo tra i momenti memorabili, ma dopo una notte passata a chiedermi cosa avrebbe scelto, a chiedermi se mi avrebbe scelto, cosa avrei dovuto fare per piacergli di più, cosa avrei dovuto fare per non perderlo, era quasi una liberazione sentire che non c’era più niente da fare, che la sua decisione era quella, che non mi amava più. Era doloroso, era un inferno ma era una decisione e ricorderò sempre il momento in cui mi sono sentita quasi libera, libera di poter star male perché avevo un motivo per farlo. Libera di prendermi del tempo per curarmi le ferite senza sentirmi sciocca, libera di non sentirmi più speciale.

 

E’ stato quella sera in cui ho detto “Funziono” e non c’è nessun altro modo per descrivere quel momento, è stato bellissimo.

 

E’ stato il primo giorno di lavoro o anzi il primo giorno che ho capito che quel lavoro mi piaceva. E’ stato quando ho imparato a chiudere la cassa, a fare gli ordini, a chiamare le clienti. Il giorno che ho imparato la differenza tra w/d e k/d, il giorno in cui le clienti mi hanno chiesto un consiglio e sono riuscita a darglielo. Il giorno in cui uno dei miei clienti preferiti è entrato in negozio dicendo “Per fortuna ci sei tu e non quella stronza della tua collega” e ho riso. Il giorno che mi sono accorta che so vendere e che mi piace farlo.

 

E’ stato Londra, Saturnia e tutte le giornate insieme a lui. E’ stato scoprire che posso non essere più speciale ma posso ancora essere la batteria di qualcuno.

 

E’ stato quando sono entrata con mille pacchi in quest’ingresso e ho pensato “Casa. Casa mia” e mi sono sentita spaventatissima ma anche bene. E’ stato il momento in cui ho guardato quelle pareti e ho pensato che fossero crema pasticcera e che mi avrebbero protetto sicuro da tutto.

 

E’ stato quando ho giocato a Tabù con i miei più cari amici sul letto della mia casa e Lunny ha indovinato Singapore e io ho indovinato Costola e tutti ci hanno invidiato un sacco per come eravamo bravissime.

 

E’ stato quando ho trovato sotto l’albero un bicchiere con il latte e biscotti un po’ smangiucchiati solo perché qualcuno aveva preso un’ora di permesso per passare a casa mia a mangiarli, per farmi credere all’esistenza di Babbo Natale.


"Eppure ci sono momenti nella vita che varrebbe la pena spendere mondi interi per acquistarli, momenti così carichi, così densi di emozioni che in qualche modo diventano senza tempo"


E adesso spacchiamo il culo a questo duemilanove. Che il nove è il mio numero preferito e mi porta pure fortuna, me lo sento. Facciamolo diventare bellissimo e magico. Facciamolo diventare come il miglior libro di Martin mai scritto, come la Vipera rossa che sconfigge la Montagna che cavalca e Ditocorto che bacia Sansa sotto la neve. Come un libro nuovo con le pagine ancora incollate, come Tamar con il suo cane in qualcuno con cui correre. Come una corsa totto la pioggia in pigiama con qualcuno che ti aspetta in casa per asciugarti. Come il bacon bello croccante sulle uova la mattina e le pannocchie che sgocciolano burro. Come una casa con le pareti color crema pasticcera e un supermercato immenso in cui perderti. Come il giorno che chiudi cassa con quasi cinquecento euro d'incasso. Come la tua migliore amica che ti sorride ed è innamorata e come il giorno che aspetti tuo padre in stazione e non ti da mica fastidio che ti venga a trovare. Come la neve quando non devi andare a lavorare e puoi rimanere a guardarla dalla finestra. Come una mensola dritta, un prosciutto crudo, un abbraccio prima di alzarti dal letto. Come svegliarti la domenica mattina assonnato e ricordarti che non devi andare al lavoro e puoi dormire. Come le attese. Come la Luce di Lisbona e Stoccolma d'estate. Facciamolo diventare, e questo è solo per te che sei una meraviglia e che mi aiuti ogni giorno a tener duro, come la scena di Graziano e Flora alle terme, come la scena più bella di cars, come un giro sull'icarus, come la salsa rosa in un panino con la bresaola e il crudo e come una notte da dormire tutti attaccati.

Facciamo che sia magia.



Cecia ha scorrazzato qua e là
in piena libertà alle 12:34
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