Chi Sono
La Piccola Cey. PiCCey. Bistecchina. Buffa, Abbraccidipendente, Insicura, Fragile e Forte insieme, Libromane, Radiohediana, Permalosa, Discontinua, Luminosa, Sarcastica, Lunatica, Dolce, Sensibile, Saltellante, Ottimista e sognatrice fino al midollo, Paranoinca e Ansiosa, Tenera, Un po' "zabetta", Puntuale, Ordinata, Telefonofobica, Fedele, Metodica in tutto anche nella pigrizia. Cey.

Credo a
Gli abbracciottoli, I libri, La musica, Lo Scrivere , Correre sotto la pioggia, Lo svegliarsi presto la mattina e rimanere ore sotto il piumone, Noi due, Il sushi, I miei amici, I concerti, I radiohead, Le lettere scritte a mano, I treni, I messaggini inaspettati, La quotidianità, Le sorprese, Il cinema, Fare l'amore, I Serial Killer e i racconti che ti fanno rimanere alzata fino a tardi, I Brividini lungo la schiena, Gli occhi a cuore, Le persone, Quelli che rimangono nonostante tutto, I Peanuts, Le foglie a Stella, La valle incantata, Londra, Milano e i suoi Navigli, Red e Toby, L'Ohana, I nuovi inizi, Il procione spione, I limoni, I rapporti umani, I telefilm, Nana, Tokyo Blues, La Juventus, Gli errori, I ricordi anche quelli che fanno un po' male, I tappeti elastici, Me stessa, E credo che respirare sia dannatamente difficile ma anche bellissimo.

Non credo a
Il senso di colpa che fa così male da impedirti anche di respirare, Le delusioni, L'incapacità di confrontarsi con gli altri, Lo scomparire per sempre, Il fallimento, La perdita di persone importanti, La paura.

Ascolto
Radiohead, Marlene Kuntz, Zucche, Muse, Subsonica, Carmen Consoli, Bersani, Tricarico, Dresden dolls, Placebo, Battiato, Iggy pop, Franz Ferdinand, Verdena, Dire Straits, Elio e Le storie tese, Blind Melon, Ani di Franco, Tori Amos, Beatles, Coldplay, Blur, Verve, Oasis, Afterhours, Clinic, Sounds, Air, Pixies, Guccini, De Gregori, Stereophonics, Smiths, Baustelle, Rem, Violent Femmes, Bjork, Donatella Rettore, George Michael, Gaber, Kooks, Perturbazione, Rush, Low, Strokers, Sigur Ros...

Vedo
American Beauty, Il Laureato, red e Toby, Qualcuno volò sul nido del cuculo, Codice d'onore, Monster Inc, Se mi lasci ti cancello, La sposa Turca, A beautiful mind, Il grande dittatore, The prestinge, Il giardino delle vergini suicidide, Il favoloso mondo di amelie, Harry ti presento Sally, Volevo solo dormirle addosso, Jules et Jim, Dopo mezzanotte, Via col vento, Almost famous, Io ed Annie, Provaci ancora Sam, Memento, Seven, Non ti muovere, Pulp Fiction, Kill Bill, Million dollar Baby, Alla ricerca della valle incantata, Lilo e Stitch, Kopps...

Leggo
Ammaniti, Montale, Delerm, Fermine, Tolstoj, Dostoevskij, Coe, Wilde, Mazzuccato, Mazzantini, Welsh, Murakami, Gamberale, Lucarelli, Pennac, Benni, Grossman, Mc Grath, Pitzorno, Mc Ewan, Severgnini, Harris, Sartre, De Beuvoire, Sutcliffe...

Linko

lunedì, settembre 29, 2008
Le cose belle...

Formentera.



Formentera di nuovo. Per la prima volta dopo quasi dieci anni. Di nuovo. Quando pensavo che non ci sarei mai tornata, che non ce l'avrei mai fatta.



Arrivare al porto dopo aver preso il traghetto da Ibiza che sballottola e mi fa venir voglia di saltelllare e vederla, uguale a come l'avevi lasciata quell'isoletta che non sai perchè ti è rimasta così tanto nel cuore. Forse perchè è stato l'ultimo posto in cui con quelle persone sei stata una famiglia, forse perchè è il mare più bello che tu abbia mai visto. Forse perchè è semplicemente magica.



La casetta azzurra con i tanti gatti che ti corrono incontro appena entri in casa, i minuscoli supermercati con i salami buonissimi, i panini nella borsa frigo, lo scarafaggio puzzone che ho ucciso coraggiosamente alle tre di notte e la strada tutta sterrata con mille saltini.



I giri in motorino perchè al mare non c'è niente di meglio del motorino, fa sentire libera e leggera. I libri pieni di sabbia da leggere sull'asciugamano ancora bagnato. Le prese in giro, i versetti imbecilli, le scoregge vestite nei pantaloni [te la dovevo questa!]. I momenti carini, perchè le incomprensioni erano normali a rifare una vacanza insieme dopo quello che c'è stato e quello che non c'è più ma l'aver costruito lo stesso dei momenti carini è una conquista.



Il Matinal dove fare colazione, come quando ero piccola, con le stesse cose con quel toast enorme con l'uovo fritto sopra perchè come direbbe qualcuno una giornata non ha senso se non inizia con delle uova.



Giocare a racchettoni sotto la pioggia e poi il bagno ed esprimere i desideri perchè con i bagni sotto la pioggia bisogna sempre farlo. La paella buonissima, il prosciutto crudo, i giretti per Es pujol quando inizia ad arrivare la sera e la signora dell'internet point che inizia a piangere senza motivo e ci fa paurissima.



Illetas che è la spiaggia e il mare più bello del mondo. Perchè ogni volta che andavamo in qualche spiaggia io boffonchiavo "Bella ma l'acqua è un po' scura, vedrai" ed è stato bello mettere i piedi su quella sottilissima lingua di sabbia e sentirlo dire "Cacchio era scura davvero", perchè quando penso al mare, ogni volta in questi dieci anni che ho pensato al mare era solo quella spiaggia, quell'azzurro.




I giretti per San Francesco e san Ferran, il mio paesino preferito, e comprare i regali per noi stessi e per gli altri. Il mercato della Mola con la crepes gigantesca e la sargantana al collo. Riscoprire quelle piazze, quelle stradine. Mangiare le costine e le crocchette al prosciutto crudo e parlare di cibo e sentire davvero che ti voglio bene, che forse possiamo essere amici. Con il tempo.
Satoa.



Cap de Barbaria, il faro, il capo dell'isola. Lo strapiombo sul mare e cercare, come direbbe un libro che ho amato alla follia nell'ultimo mese, il sempre nel mai. Guardare giù da quel precipizio, perchè quando c'ero andata da bambina non ne avevo avuto il coraggio e invece questa volta ho voluto provarci. Mi ha fatto ancora paura ma l'ho fatto. E fare un mucchietto di sassi per qualcuno, perchè quando mi avevi fatto vedere le tue foto sull'isola mi avevi parlato di quei mucchietti di sassi che servono ad esprimere un desiderio e tu quel giorno non c'eri così l'ho fatto io per tutti e due. E forse non era bellissimo ma lo spero lo stesso che funzioni.



E poi tornare perchè non hanno senso i viaggi se non ci sono i ritorni.



Le cose belle...

L'avevo detto io che c'erano, bastava guardare un po' meglio.

Cecia ha scorrazzato qua e là
in piena libertà alle 10:28
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domenica, settembre 28, 2008

Le cose belle...

Un week end al mare inaspettato. Partire con un diluvio fortissimo in una giornata che sembra peino inverno, ma av bene così perchè il mare d'inverno è il più bello, il più magico. E' quasi grigio e quasi rassicurante.



Dormire in una bed and breakfast tenerissima. Entrare in camera e scoprire che sei stato quasi teletrasportato in un posto fuori dal tempo e che quel soffitto è proprio come ti sei sempre immaginata quello di Diana, Cupido e il commendatore. Ed è una piccola favola.



Camminare sulla spiaggia, correre sul bagnasciuga. I pantaloni bagnati, la sabbia in camera, costruire castelli di sabbia che non sono castelli ma tartarughe, saltellare sugli scogli e sentirsi il mare addosso, dentro.


Le chiacchere sulla sabbia, le risate, le prese in giro. Il sole negli occhi e sentirmi al caldo, sentirmi di nuovo come se le cose potessero avere un senso.



La focaccia con i pomodori, che è la piùbbuona non ammetto discussioni, quella con il pesto e quella normale stra untissima mangiata sulla panchina ridendo e dicendoci sempre "Senti ma ancora un altro pezzetto lo si fa?".  Il polpo con l'insalata e l'aceto, i pansotti con il sugo di noci, i ristorantini in cui entrare solo per fare la pipì e quella gastronomia che prima o poi apriremo insieme.



Svegliarsi la mattina sentendosi bene nonostante i fastidi di salute, sentendosi un po' a casa in un posto che non è casa tua ma che ti fa pensare che allora quella tranquillità riuscirai a ricostruirla di nuovo. Da sola perchè sei capace, lo sei e magari ogni tanto aiutata da qualcuno che ti legge Ti prendo e ti porto via per farti passare il dolore e ti promette di mangiare i biscotti per farti credere ancora a Babbo natale.



Il parco di nervi, la mia passeggiata a mare, la mia scuola. I racconti su tutto quello che c'è stato prima, quello che mi manca e quello che non vorrei più. Gli scoiattoli al parco, le scene tristi con gli scoiattoli al parco, far addormentare qualcuno sulle tua gambe raccontandogli e raccontandoti mille storie e una foto che ogni volta che la riguardo mi strappa il sorriso.



Sentirmi serena, tranquilla. Di nuovo.



E forse, ma diciamolo sottovoce, anche un po' felice.

Cecia ha scorrazzato qua e là
in piena libertà alle 13:04
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domenica, settembre 28, 2008

Le cose belle...

Un lavoro.



Perchè da quando è finita è stata la prima cosa che hai fatto da sola. la tua prima conquista, il tuo primo qualcosa. Perchè anche se è un qualcosa di piccolo e forse stupido quando sei entrata per la prima volta in quel posticino ti sei sentita meno piccola e spaventata. Ti sei sentita al caldo. Di nuovo.



Un lavoro. Servire le persone, sorridere, coccolare i gatti nel retrobottega e un giorno trovare quello fifone che ti fa le fusa, lui che prima appena entravi scappava via. E poi le ricevute, le bolle, gli ordini da compilare e una giornata a contare miliardi di scatolette e sentirti grande. Almeno un pochino, almeno per quelle tre ore.



Un lavoro che forse non è quello che vorrei per la mia vita, ma che è qualcosa. Ed è sicuramente qualcosa di cui ho bisogno adesso.



Il non compleanno della tua migliore amica. Ricominciare a cucinare e ricordarti che quello, quello l'hai sempre avuto e ti fa ancora sentire viva. Le pizze nei piatti neri, le torte, le risate guardando planet terror.



Un umeboshi sulla schiena, un regalo azzeccato, i nuovi libri da leggere, le cose da fare, le cose da riscoprire. Piano piano.



Perchè alla fine non è vero che non saresti più tornata a sorridere, forse serviva semplicemente qualcosa di molto molto divertente.

Cecia ha scorrazzato qua e là
in piena libertà alle 12:44
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venerdì, settembre 05, 2008

La verità è che le storie finiscono, che può succedere, che è successo a tanti prima di me, che succederà a tanti dopo di me o che più banalmente mi succederà ancora tante e tante volte. Però questo non toglie che faccia male.

Non mi piaceva l'idea di iniziare con "Mi ha lasciata", mi faceva sentire piccola, fragile e sballottata dagli eventi ma alla fine l'unico modo per iniziare questo post sono quelle parole, perchè sono le uniche vere. Perchè in realtà mi sento davvero piccola, fragile e sballottata dagli eventi.

Mi ha lasciata. Sospirone. Bene proviamoci adesso che la cosa più difficile è stata scritta a buttar giù qualcosa di sensato.

Quando l'ho detto praticamente tutte le persone che conosco si sono chieste perchè. Ho risposto in svariati modi. Non era più innamorato, eh poi i litigi, comunque era anche un periodo del cazzo in generale per lui, era proprio in crisi da tutti i punti di vista e una storia che non gli dava gioia gli sembrava la goccia che faceva traboccare il vaso. Non era più innamorato. Non ero abbastanza. La verità è che spiegazioni non le ho, la verità è che l'amore può finire, che puoi forse davvero alzarti una mattina e vedere la personcina che ai accanto non come la tua metà ma come una sorella, e diomio quanto hanno fatto male quelle parole, e sentire che è semplicemente ora di darci un taglio. La verità è che anche se all'inizio mi sono chiesta millemila volte perchè, perchè? perchè? perchè?, adesso mi sono resa conto che di quelle spiegazioni non ho più bisogno, che sapere perchè, sapere dove ho sbagliato, dove abbiamo fallito, dove non sono stata abbastanza, non mi farebbe stare meno male. Non mi serve, non sento più lo spasmodisco bisogno di risposte, forse perchè me le sono già date e sono tutte dolorosissime, forse perchè invece mi sono davvero messa il cuore in pace, forse perchè ho sentito da subito che non era questione di risposte, non era questione di motivi, non c'era niente che si potesse correggere per salvare tutto, forse non ho bisogno di risposte perchè l'ho subito sentito che di amore c'era bisogno, e quello non lo si può correggere. Non si può diventare migliori per far rinascere un qualcosa, non si può e basta. E allora non ho nemmeno bisogno di risposte, ho solo bisogno di tempo. Tempo. Piano piano, Cey ci vuole tempo.

La verità è che fa male da morire, fa male ogni giorno anche se sono passate tre settimane. Non è più il dolore isterico del primo giorno, di quella domenica sera quando lui ha parlato e non so perchè l'unica cosa che mi è venuta in mente è stata la canzone dei Perturbazione. Non mi è mai piaciuta la domenica sera, è il momento della nostalgia, è il momento di rimuginare. Non mi è mai piaciuto Agosto. Non è più il dolore isterico del primo giorno, quando ho urlato, ho pianto, ho camminato. Quando mi sembrava di non riuscire a fare nulla, di non riuscire a stare ferma, di non riuscire nemmeno a sedermi in casa perchè ogni cosa era nostra, ogni cosa erano ricordi. Non è più il dolore isterico e fisico del primo giorno quando mi sentivo solo come se dovessi fare qualcosa, come se dovessi strapparmi la pelle dal corpo, come se dovessi prendere a testate il muro. Agosto, è il mese più freddo dell'anno. Non è più quel dolore che ti senti addosso, che ti sembra di avere sul corpo miliardi di animali che ti stanno mangiano. Se non è vero che hai paura, non è vero che ti senti sola, allora perchè tremi in questo Agosto. Non è più il dolore fisico e isterico che mi ha fatto uscire di casa alle cinque del mattino perchè non riuscivo nemmeno a respirare. Non è più quel dolore, non è davvero nulla di simile però non toglie che faccia male.

Quando è successo, quando sono passati i momenti dei pianti e dei singhiozzi, che a sorpresa sono durati pochissimo neanche una giornata e dopo ho semplicemente smesso di piangere senza volerlo, mi sono fatta una promessa "Non perderlo". Non come fidanzato, anche se sono noiosamente emotiva non sono il tipo che si illude, non ci riesco. No non perderlo come persona, come amico anche se suona malissimo da dire. Non permettere a me stessa, al mio dolore, al rancore che è irrazionale ma è umano, di rovinare i ricordi di questa storia, che è stata bellissima. Io non so se quando è finito l'amore te lo sei dimenticato Cla, perchè non ne parli mai e ho quasi paura di quanto mi sentirei ridicola a chiedertelo, ma questa storia è stata bellissima, lo sai? Siamo stati bellissimi e non solo i primi mesi come è facile, com'è più facile ma siamo stati bellissimi. La nostra è stata una di quelle storie che quando il dolore passa devi ricordare. Siamo stati innamorati, lo siamo stati, vero?, e siamo stati bellissimi perchè ci siamo vissuti totalmente. Perchè sei la prima persona con cui forse sono stata un pochino me stessa. Perchè abbiamo condiviso qualcosa e non parlo solo di un progetto, parlo anche di una quotidianità. e tu anche a posteriori mi hai sempre romproverata più o meno scherzosamente di aver condiviso molto poco di me con te ma sai, quel poco è stato molto di più di quello che io abbia mai dato in tutta la mia vita. E lo so che non è bastato, che non è servito però non avrei mai permesso a me stessa di dimenticarmi quanto è stato bello e importante. Sei stato l'amore della mia vita e poi fra un anno, fra un mese fra dieci avrò un altro periodo della mia vita e un altro amore ma per quello che è stato, per quello che sono stata tu sei stato l'amore della mia vita. E non so se tu invece te lo sei concesso, e sarebbe anche normale non eri soddifatto, o invece semplicemente dai un altro valore alle parole, alle cose ma questa storia per me è stata bellissima. E non mi sarei mai permessa di dimenticarlo. Perchè sai posso accettare di averti perso come ragazzo, come fidanzato, fa male fa tremendamente male ma posso accettarlo, ma perderti come persona non me lo sarei mai perdonato. Perchè non ci credo a quelle che finita una storia lui diventa la peggior merda solo perchè ti ha lasciato. Perchè, che senso ha? Tu non potevi più amarmi, non volevi, non importa ma questo non toglie che tu sia stupendo. E non lo dico da ragazzina innamorata perchè dopo tre settimane io nemmeno riesco a capirlo cosa sia questo sentimento che mi sento dentro, lo dico da persona, da persona che ti ha conosciuto. Sei meraviglioso, lo sei sempre stato. Sei intelligente, sei brillante, sei divertente, sai stare vicino alle persone, sei una di quelle persone che piacciono naturalmente agli altri. Lo sei e il fatto che tu mi abbia lasciato non lo cancella. Non avrebbe senso, non me lo sarei mai perdonata.

L'altra domanda che mi hanno fatto tutti è stata "Ma adesso dove vivi?". Quì. Semplicemente quì. Perchè ci sono prima di disdire un contratto delle tempistiche non proprio immediate, e ammetto che tra tutti e due siamo abbastanza dei rimandoni. E' difficile? Non lo so, a volte. E' meno difficile di quanto pensassi, perchè non si litiga, non si urla, perchè non mi manca il contatto fisico perchè mi sento così triste che l'idea di un qualsiasi contatto mi fa sentire sporca e vuota al tempo stesso. E' meno difficile perchè alla fine è bello tornare alla sera ed avere qualcuno con cui parlare, con cui guardare le due nuove puntate di Prison, è bello non sentirsi totalmente soli. E' bello e rassicurante. allunga i tempi, sicuramente. Ma in questo momento che mi sento così sola ho deciso che mi va anche bene avere questo dolore un po' di più accanto se è per sentirmi meno persa e meno sperduta. E non so sarà surreale ma da un lato penso possa essere anche positivo. Perchè se facciamo cose insieme, se ci costruiamo dei ricordi belli anche di questi momenti brutti sarà più facile passare allo stadio successivo, all'amicizia. Se di queste tre settimane non ricordo solo il dolore ma anche il momento che abbiamo guardato School of rock, che insomma non è neanche una cosa da fidanzati, posso riuscire a ricostruire qualcosa. Qualcosa che sono sicura valga la pena di soffrire per avere. Ci sono momenti in cui vorrei essere già nella casa nuova, vorrei essere già da sola per vedere se davvero ce la posso fare, per mettermi alla prova, perchè questo limbo inizia quasi a starmi stretto, mi opprime un pochino. Ci sono momenti così, non sono tanti ma iniziano ad esserci. Poi ci sono anche i momenti in cui invece questo limbo mi rassicura e protegge però il fatto che gli altri momenti inizino a fare capolino mi fa avere un po' più di fiducia, mi fa sentire meglio. Posso farcela.

Qualche amico mi ha detto che posso sentirmi tranquilla con me stessa perchè in questa storia ho dato tutto. Penso sia questo a farmi paura. Se ho dato tutto, che effettivamente è quello che sento, e non è bastato a far rimanere la persona che amavo allora sarà sempre così? Perchè io più di questo non posso fare e non posso dare, allora non sarà mai abbastanza? Perchè non sono abbastanza? E la mia parte razionale, che c'è, a questo punto direbbe che non era semplicemente la persona giusta eccetera eccetera, però non serve a niente. Non serve a niente la sera prima di dormire quando mi sento paralizzata dalla paura. E' questa l'unica cosa che mi fa rabbia, non verso di lui, verso me stessa, che la fina di questa storia mi ha lasciato addosso tanta paura. Non di innamorarmi, anche se suona ridicolo continuo ad essere una fottuta ottimista continuo a stra credere che amare sia bellissimo e che mi risuccederà quando sarò pronta, quando qualcun'altro sarà pronto. Ho paura di tutto. Ho paura di vivere da sola, ho paura perchè questa casa l'ho trovata solo perchè i genitori di Cla mi hanno fornito le referenze,perchè la mia famiglia manco le fornirebbe, manco mi aiuterebbe. Ho paura di non trovare una casa, ho paura di tornare a casa la sera e vederla vuota e non avere nessuno con cui condividere le cose. Almeno quelle poche che avevo imparato. Perchè che senso ha fare qualcosa se non hai nessuno per cui farla, con cui condividerla? Lo dicevo l'altra mattina in macchina piangendo a un amico, che senso ha preparare una focaccia se non ho più nessuno che mi dice che è buona? Che senso ha tornare da una promozione stanca ma felice se quella stanchezza mista felicità non ho più nessuno che la voglia condividere. Che senso ha vivere qualcosa se non hai nessuno a cui condividerla, a cui raccontarla. E' buffo Cla, hai passato due anni ad insegnarmi queste cose e forse mi sono entrate dentro senza che nemmeno lo volessi, e la cosa ancora più assurda è che adesso non mi servono più, mi fanno solo morire di paura.
Ho paura di non farcela, di mollare tutto come al solito perchè maledizione ogni cosa che ho realizzato quest'anno l'ho realizzata per merito suo. Perchè anche il lavoro a scuola ci sono stati giorni in cui l'avrei mollato e se non ci fosse stato Cla avrei fallito di nuovo e adesso come faccio? So che bisogna crescere, so che sarebbe stato giusto farlo lo stesso, so che avrei dovuto per me stessa farlo comunque ma se non ci riesco? Se continuo a mollare e fallire? Se ritorno ad essere la ragazzina che saliva sull'autobus invece che andare a scuola? Io me la ricordo quella ragazzina, l'accetto ma non la voglio più, voglio essere diversa, voglio essere migliore. Ho paura di tutto. Ho paura perchè manco so mettere infostrada da sola, perchè non so comprare un modem wirless e quando mi si blocca il pc ho sempre chiamato aiuto. Ho paura del silenzio perchè non ci sono più abituata, ho paura di tornare a casa da sola, di dormire da sola. Ho paura di fallire. E ho paura di non riuscire più a volermi bene. Io ero abituata ad essere l'inutile me stessa, a non essere un granchè ma sai in questi due anni ci sei quasi riuscito a farmi credere di essere un po' speciale e quando ho visto crollare tutto mi sono sentita come se crollasse anche me stessa. Ma non ero speciale? E allora perchè è successo tutto questo? Perchè sono così sbagliata? Perchè non sono abbastanza speciale da far rimanere qualcuno? Perchè dicevo, sempre nella stessa macchina sempre con lo stesso amico, è così facile dimenticarsi di me? So che fa tanto sedicenne ma Mary e Yay quando se ne sono andata si sono rammaricate per Lunny, si sono dispiaciute, hanno provato o non provato a tornare indietro e recuperare il rapporto ma in ogni caso ci hanno pensato, con me invece è stato facile. E' bastato chiudere e via. Perchè è così facile dimenticarmi? Perchè è stato così facile abbandonarmi, lasciarmi? Che i sentimenti possano finire lo accetto, non posso imporlo, ma quello che mi fa paura è che sia davvero così semplice reagire alla mia scomparsa nella propria vita. Perchè non merito lacrime, ripensamenti? Non li vorrei per sentirmi forte, ma per sapere di essere almeno esistita. Perchè è così facile dimenticarmi? Mi fa paura. Mi fa sentire piccola, fragile e sbagliata. E se tutto il resto mi sembra bene o male risolvibile questa visione di me stessa, quest'insicurezza mi fa paura perchè me la sento legata addosso.

Che poi tengo duro eh. Questo post è uno sfogo, è un buttar fuori tutto ma sono stata brava. Lo sono stata davvero. Non ho fatto i capricci, non ho pietito nessun sentimento che non c'era. Non ho pianto, o meglio non ho singhiozzato anche se onestamente questo mi dispiace un po' mi avrebbe aiutato. Non ho smesso di credere all'amore, a credere di meritarne un pochino anche io, a credere di saper amare. A credere che ne valga la pena soprattutto, perchè questo dolore vale sicuramente tutto quello che di buono ho avuto, varrebbe anche se stessi molto peggio. Non mi sono comportata da ragazzina, non sono stata in casa fissare il soffitto, sono uscita, ho fatto cose. Sono andata all'aquatica e mi sono spiaccicata sulle pareti, ho mangiato un happy hour buonissimo e dei ravioli simpatici e molto dietetici, mi sono fatta dare i moduli per la patente e ho passato svariate serate in una macchina a raccontarmi o stare semplicemente zitta e lasciar scorrere via tutto. Ho trovato un lavoretto part time in un negozio, e ovviamente sono terrorizzata all'idea di non riuscire a fare nulla ma riuscire anche solo a trovarlo mi ha ricordato che esisto anche fuori da un rapporto. Non ho davvero concretamente affrontato la mia famiglia ma ho chiamato mio padre. Non ho fatto cazzate, quella sera quando avevo davvero paura di me stessa non mi sono permessa di buttarmi via, ho fatto una telefonata e tutto è andato male lo stesso ma molto meno male di quanto avrei potuto fare. Sono stata brava. Credo davvero che questo rapporto possa diventare un qualcosa di diverso e sto davvero impegnarmi, anche se non si nota, per fare qualcosa di buono. Cerco di farglielo pesare il meno possibile, anche se con scarsi risultati o a volte con risultati quasi opposti, perchè questo dolore non è colpa sua, non è colpa di nessuno e non merita di sentirsi anche questo peso. Penso che lui non sarà più La persona della mia vita ma sarà sicuramente, se lo vorrà, una delle persone della mia vita e questo mi fa sentire comunque fortunata.  Sorrido, rido, faccio le mie cose. E sto male com'è giusto che sia, non starei così male se non fosse stata una storia così bella. Ci sono momenti in cui mi sento sola, terribilmente sola e anche spaventata, ma ci sono anche tutti gli altri momenti che continuo a pensare siano quelli per cui vale la pena di vivere. Forse ci vuole solo tempo. Piano piano.

Tanto io ce la faccio.





[Niente commenti per questo post, non so non riesco a vederli scritti. Non ci devono essere. Per quasliasi cosa tanto ci sono mail, messaggi privati, piccioni viaggiatori. E so che tral'altro dovrei anche ringraziare tante persone, ma facciamo finta che l'ho già fatto e che provvedo meglio in futuro eh =) ]



Cecia ha scorrazzato qua e là
in piena libertà alle 12:57
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